Circolazione capillare: vene varicose e capillari fragili

 
 

I capillari fragili, detti scientificamente teleangectasie, si possono prevenire acquisendo alcune abitudini facili da mantenere.

 

Come prevenire i capillari fragili

Bisogna camminare almeno un’ora al giorno, specie se fate un lavoro per il quale siete costretti a stare molte ore immobili o comunque a muovervi poco.
A questo si aggiunge la necessità di adeguare la dieta, diminuendo l’apporto di carboidrati e zuccheri in essi contenuti.

È importante mantenere un buon tasso glicemico e abbondare con frutta e verdura di stagione. L’alimentazione è mirata al mantenimento del peso corporeo adeguato, che non va a sollecitare gli arti inferiori e stimolare la comparsa dei capillari, che diventano appunto fragili.

Sarebbe opportuno non esporsi per periodi prolungati al sole, specie durante l’estate e controllare con attenzione la presenza di squilibri ormonali.

Un’ottima pratica è quella di camminare in acqua, in quanto esercita un massaggio benefico aiutando la circolazione.

 

Cosa provocano i capillari fragili

I capillari fragili non sono solo un inestetismo, ma rappresentano il sintomo di un problema di circolazione.
Compaiono come una sorta di ragnatela concentrati in alcune zone oppure isolati. Tendono a estendersi quando non vengono trattati e possono anche provocare gonfiore e ritenzione idrica.

La loro presenza indica che c’è un deficit nel sistema valvolare che dovrebbe spingere il sangue verso il cuore, mentre questo avviene con difficoltà a livello periferico. La pesantezza e la stanchezza alle gambe è provocata anche dalla presenza dei capillari fragili che affaticano i movimenti, rendendoli difficoltosi e dolorosi nei casi più seri.

Dai capillari fragili si può passare alle vene varicose, che sono molto più grandi e possono predisporre a problemi più seri: tra questi c’è l’embolia polmonare anche se rara. Non vanno dunque trascurati.

 

Le cause

Le cause dei capillari fragili riguardano le abitudini sbagliate sopra menzionate per quanto riguarda l’alimentazione e quindi il sovrappeso e l’obesità.
Oltre a questi ci può essere anche una predisposizione genetica, squilibri ormonali e le gravidanze.
L’indebolimento delle pareti dei vasi sanguigni porta a un ristagno di liquidi, che vanno a creare edemi, gonfiore e gambe pesanti a causa della ritenzione idrica. La conseguente compressione e insufficienza circolatoria anche linfonodale può portare alla comparsa della cellulite.

 

Come rimuovere i capillari

La prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista vascolare, che verificherà gli opportuni interventi in base al caso specifico.

Il medico può consigliare di indossare calze elastiche contenitive, che sono uno dei rimedi più efficaci per chi è interessato dal problema in modo lieve.

Nel caso si possono eseguire delle sedute di scleroterapia attraverso micro iniezioni che possono riportare la situazione alla normalità. È un intervento di tipo ambulatoriale e subito dopo si può tornare normalmente ai propri impegni quotidiani.

Sarà comunque necessario un controllo periodico a cadenza almeno annuale.
Nel caso in cui comincino a comparire le vene varicose bisogna trattarle in altri modi, in quanto si tratta di una patologia importante.

Il loro maggiore volume può portare a flebiti e altre complicanze comunque rare.
Si possono trattare con un intervento chirurgico con varie tecniche in anestesia locale e con un day hospital. C’è anche la cosiddetta tecnica dello “stripping“, che consiste nel prelevare il vaso otturato.

I capillari fragili si possono trattare con il laser a fibre ottiche sottilissime, che si introducono all’interno dei grandi vasi. In tal modo si va a distruggere la parete interna del vaso o comunque ad assottigliarlo, chiudendolo e risolvendo il problema. Anche in tal caso l’intervento si esegue in anestesia locale, dovendo stare in ospedale per poche ore. I farmaci vengono prescritti solo in casi rari e gravi.