Spossatezza

 
La spossatezza è una condizione che colpisce moltissime persone, e che può essere anche un sintomo di una malattia più grave. Si tratta di una condizione di fatica fisica e talvolta anche mentale, che spesso rende difficile portare a termine le proprie attività quotidiane.

Esistono vari metodi per contrastare la stanchezza continua: si può innanzitutto migliorare la propria alimentazione, ricorrere a integratori, fare sport e cambiare in generale stile di vita.

 

Rimedi naturali 
TisaneInfuso di Olivo
tisane rimedio spossatezzaBenefici infuso Olife
AdattogeniMagnesio
piante adattogene per stanchezzaalimenti con magnesio
Semi e pianteRespirazione
alimenti bevande enrgeticherespirazione per ansia

 
 
 
 

Controlli per individuare le cause

Naturalmente, se la stanchezza persiste è necessario capire se vi sono delle cause che possano averla determinata; per questo è opportuno effettuare degli esami del sangue (come ad esempio l’emocromo) e fare un controllo medico.

Lo sentiamo spesso, e probabilmente fate parte anche voi di questa situazione, che nonostante tutti gli esami fatti, i valori rientrano nella norma. Dovremmo essere felici per gli esiti ma in realtà il problema di fondo, la spossatezza, persiste. Nella maggior parte delle persone la stanchezza non è patologica, ma deriva semplicemente da uno stile di vita errato o troppo sedentario. Innanzitutto, assicuriamoci di bere abbastanza acqua e di dormire almeno otto ore a notte: le persone che hanno più difficoltà a riposare generalmente si svegliano già stanche e hanno meno energie durante l’arco della giornata. Alla fatica fisica si può inoltre accompagnare la fatica mentale, che può di per sé essere causa di stanchezza: quando ci si sente annoiati e poco motivati, infatti, si incontrano più difficoltà nel portare avanti i propri impegni quotidiani, e ciò si ripercuote anche sul fisico.

Un’altra causa di stanchezza può essere lo stress: quando attraversiamo un periodo difficile, infatti, il nostro corpo può reagire cercando di preservare al massimo le energie, causandoci così un periodo di stanchezza. Alcuni esempi di questo fenomeno possono essere lo stress da cambio stagione oppure quello da lavoro; in questo caso, oltre a tutte le soluzioni sopra elencate, la cosa più importante da fare sarà cercare di eliminare o ridurre la causa del nostro stress, anche cambiando lavoro se ciò è necessario. Quando questo non è possibile sarà necessario trovare un’attività che possa aiutare a scaricare le tensioni: un hobby, ad esempio, oppure un’attività sportiva.

Anche quando non causano direttamente stress, i cambi di stagione possono causare stanchezza in molte persone: le allergie stagionali ad esempio causano spesso spossatezza, così come i farmaci antistaminici che spesso vengono utilizzati per trattarle. Il caldo e l’umidità che spesso si accompagnano al cambio di stagione possono causare pressione bassa, stanchezza e pesantezza alle gambe. Si tratta generalmente di disturbi transitori, che possono essere trattati con un adeguato cambio nella propria alimentazione ed eventualmente con l’uso di integratori.

 

Cosa fare per contrastare la spossatezza

I principi attivi che meglio si adattano a questa situazione sono detti adattogeni, e sono generalmente ricavati dalle cosiddette piante adattogene; si tratta di sostanze in grado di aiutare il corpo ad adattarsi ai cambiamenti, in particolare a quelli dati dallo stress. Tra le piante adattogene ricordiamo il Ginseng e la Rodiola, che possono essere assunti sotto forma di infusi e di integratori. In particolare, il ginseng può essere utilizzato per aromatizzare e rendere più energetiche diverse bevande, come il caffè, il tè o la cioccolata. Bisogna però fare attenzione: anche le piante adattogene, come tutte le piante medicinali, possono avere effetti indesiderati e interagire con alcuni farmaci. La maggior parte di esse, inoltre, sono sconsigliate durante la gravidanza e l’allattamento.

 

Integratori meglio dei farmaci?

Gli integratori sono sempre più diffusi come complemento della nostra alimentazione. Il dibattito sulla loro efficacia è ancora aperto anche tra scienziati e medici. E’ opportuno comunque fare un pò di chiarezza sulla differenza tra prendere un integratore naturale e un medicinale comprato in farmacia.
Per questo, riporto un’affermazione del dottor Bruni:
Un integratore, proprio perchè non è un farmaco, non può far dimagrire, nè ridurre il colesterolo, e neppure far scendere la pressione. E proprio perchè è un integratore, cioè un alimento, non dà garanzie sul dosaggio del suo contenuto. Se compro in farmacia una confezione di paracetamolo 500 ho la garanzia che ogni pastiglia conterrà 500mg di paracetamolo fino alla data di scadenza. Ma, se compro un estratto di tè verde, il produttore non è obbligato a specificare il contenuto in principi attivi, e neppure ad assicurare che la quantità eventualmente dichiarata sia presente fino alla scadenza. (fonte)

 

E’ corretto bere caffè?

Molti italiani utilizzano il caffè per combattere la stanchezza, contando sul suo elevato contenuto in caffeina; sebbene questa si riveli un’ottima strategia a breve termine – dopotutto, il caffè è un ottimo energizzante – sul lungo termine non ha risultati soddisfacenti. Non è infatti possibile sostituire uno stile di vita sano, o una notte di sonno ininterrotto con uno o più caffè; come tutte le bevande energetiche, il caffè deve rappresentare un aiuto per i momenti più difficili e non qualcosa su cui contare per riparare alle poche ore di sonno della notte.

D’altra parte, il caffè ha anche delle controindicazioni: oltre ad avere un effetto leggermente irritante sulla mucosa gastrica, che causa acidità di stomaco in molte persone, l’effetto energizzante del caffè si accompagna sempre a un calo delle prestazioni, che in genere avviene dopo qualche ora dal picco. Per questo motivo, un’ottima alternativa al caffè è rappresentata dal Guaranà: si tratta di una pianta originaria dell’America del Sud, che ha un effetto energizzante e stimolante del sistema nervoso centrale esattamente come il caffè. La differenza sta nel fato che la stimolazione fornita dal Guaranà è più potente e dura più a lungo rispetto a quella del caffè, rendendolo così un’opzione migliore per le persone che hanno bisogno di molte energie durante il giorno.

 

Qual’è l’alimentazione migliore?

Per quanto riguarda invece l’alimentazione, il modo migliore per prevenire la stanchezza è adottare un’alimentazione sana, che comprenda macronutrienti e micronutrienti in modo adeguato con un effetto benefico su muscoli e articolazioni. Sicuramente a tutti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di avvertire sonnolenza dopo un pasto abbondante: ciò succede perché il nostro organismo ha bisogno di energie per la digestione, e dunque le sottrae al resto del corpo causandoci stanchezza e sonnolenza. Per questo è importante prediligere le cotture semplici e i cibi digeribili, tenendo sempre a mente che la frutta, la frutta secca, i centrifugati e i cereali integrali sono ottime fonti di energia a breve termine, perfette specialmente per studenti e per atleti. Quando sappiamo che la stanchezza è causata da un’alimentazione sregolata, un’ottima possibilità per combatterla può essere quella di fare qualche giorno di dieta detox, così da alleggerire e ripulire il fegato.

In generale, non esiste una sola soluzione che possa funzionare in tutti i casi di stanchezza: il modo migliore per combattere la spossatezza consiste infatti in un cambiamento a trecentosessanta gradi del proprio stile di vita, che passa anche dall’attività sportiva. In generale, non è necessario passare molte ore in palestra per ottenere benefici dall’attività sportiva: la cosa più importante è scegliere uno sport che ci piaccia, in modo che allenarci non sia un peso ma una cosa piacevole. Alcuni esempi di attività sportive facili e divertenti possono essere il nuoto, la corsa, la bicicletta ma anche i corsi di aerobica, i balli di gruppo o la danza latino americana. Favorendo la circolazione e migliorando l’ossigenazione del sangue, lo sport rappresenta uno dei modi migliori per combattere la stanchezza, e può migliorare notevolmente la vita di chi lo pratica.

 

Le alternative alla medicina occidentale

Dopo avere escluso la possibilità che la stanchezza possa essere causata da una malattia più grave, dunque, è possibile ricorrere anche a una medicina di tipo alternativo come l’Ayurveda, un tipo di medicina tradizionale nato in India più di 5000 anni fa.

L’Ayurveda è il più antico sistema di medicina tradizionale che esiste al mondo: a differenza della medicina occidentale, secondo l’Ayurveda tutte le malattie colpiscono sia il corpo che la mente, e queste due parti devono sempre essere considerate e curate insieme. Inizialmente i principi della medicina ayurvedica venivano tramandati per via orale, ma sono successivamente stati messi per iscritto in una serie di testi che ancora oggi ne costituiscono il fondamento. Si tratta di un sistema molto complesso, di cui possiamo provare a riassumere i concetti fondamentali.

Secondo l’Ayurveda, il funzionamento del corpo è controllato da tre principi fondamentali, detti Dosha o energie vitali. Sono i seguenti: Vata, che regola il sistema nervoso; Pitta, che regola il metabolismo; Kapha, che regola l’integrità strutturale del corpo. Quando i tre Dosha sono in equilibrio si è in salute; quando invece si ha uno squilibrio si verifica la malattia. Secondo la medicina ayurvedica, inoltre, è possibile mantenere l’equilibrio del corpo modificando lo stile di vita: ciò significa seguire un’alimentazione specifica per la propria costituzione individuale, massaggiare il corpo con oli delicati, praticare Yoga ed effettuare esercizi specifici di rilassamento e respirazione.

Per questo motivo, spesso si pensa alla medicina ayurvedica come a una prescrizione di rimedi naturali e massaggi; in realtà si tratta di un vero e proprio approccio olistico alla malattia, che consente di considerare tutte le dimensioni dell’individuo. D’altra parte, tutti sappiamo come la nostra salute mentale possa influenzare quella fisica, e viceversa; il fatto che lo stress porti a modifiche nel nostro organismo, come l’abbassamento delle difese immunitarie, è un fatto scientificamente accertato.

Quando la malattia si verifica, nonostante il proprio stile di vita, essa viene trattata mediante l’assunzione di preparati di erbe: si tratta di miscele accuratamente preparate e dosate, seguendo le indicazione dei testi Ayurvedici e sfruttando il loro effetto sinergico in modo da ottenerne il massimo beneficio, con lo scopo di ripristinare l’equilibrio tra i tre Dosha. Gli effetti benefici di moltissime erbe utilizzate nella medicina ayurvedica sono stati confermati da studi scientifici: piante come l’aloe vera, il fieno greco, lo zenzero, la curcuma e la cannella hanno effettivamente delle proprietà medicinali che le rendono utili nel trattamento di diverse malattie, pur non potendosi sostituire completamente alla medicina tradizionale. Particolarmente comune nella medicina ayurvedica è anche l’uso di piante adattogene: si tratta di piante la cui funzione è quella di aiutare l’organismo a combattere lo stress, e che dunque si rivelano particolarmente adatte per combattere la stanchezza e la spossatezza.

Fatte queste premesse, dunque, appare evidente come l’Ayurveda possa aiutare in modo significativo nello risolvere le situazioni di stanchezza fisica e mentale: l’individuo, visto nella sua interezza, viene accompagnato in un percorso di guarigione del corpo e della mente, che gli permetterà di ristabilire l’equilibrio e di riguadagnare la salute. E’ dunque una vera e propria filosofia, di un cambiamento nello stile di vita che potrà andare solo a nostro beneficio.

 

Due modi per rafforzare corpo e mente

Uno dei precetti della medicina ayurvedica che maggiormente è entrato nel mondo occidentale è lo Yoga: questa disciplina olistica finalizzata alla meditazione o al rilassamento nasce con lo scopo di “imbrigliare” i propri pensieri e il proprio vissuto in modo da indirizzarli verso le attività di tipo spirituale. Anche se oggi viene vista quasi esclusivamente come una pratica sportiva, lo Yoga ha radici millenarie e può essere un valido alleato per curare la salute del corpo e della mente: già dalle prime lezioni si possono infatti avere effetti benefici non solo sulla postura e sulla respirazione, ma anche sulla funzionalità cerebrale.

Il Pilates, invece, è una disciplina sportiva ideata all’’inizio del ‘900, che pur rimanendo pienamente occidentale trae ispirazione anche dallo Yoga. Si tratta di una disciplina che si concentra principalmente sull’allenamento dei muscoli posturali, permettendo di migliorare la respirazione e l’allineamento della colonna vertebrale, e in cui si prevede che sia la mente a controllare i muscoli. Si tratta dunque di un buon compromesso per chi cerca una pratica sportiva che coinvolga la mente e che aiuti a rilassarsi e concentrarsi, mantenendo però tutte le caratteristiche di una disciplina sportiva occidentale.