Stanchezza fisica, le alternative alla medicina occidentale

Stanchezza fisica, le alternative alla medicina occidentale
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La stanchezza e la spossatezza, sia fisiche che mentali, sono dei problemi a cui la medicina convenzionale non sa ancora dare una risposta concreta; dopo avere escluso la possibilità che la stanchezza possa essere causata da una malattia più grave, dunque, è possibile ricorrere anche a una medicina di tipo alternativo come l’Ayurveda, un tipo di medicina tradizionale nato in India più di 5000 anni fa.

L’Ayurveda è il più antico sistema di medicina tradizionale che esiste al mondo: a differenza della medicina occidentale, secondo l’Ayurveda tutte le malattie colpiscono sia il corpo che la mente, e queste due parti devono sempre essere considerate e curate insieme. Inizialmente i principi della medicina ayurvedica venivano tramandati per via orale, ma sono successivamente stati messi per iscritto in una serie di testi che ancora oggi ne costituiscono il fondamento. Si tratta di un sistema molto complesso, di cui possiamo provare a riassumere i concetti fondamentali.

Secondo l’Ayurveda, il funzionamento del corpo è controllato da tre principi fondamentali, detti Dosha o energie vitali. Sono i seguenti: Vata, che regola il sistema nervoso; Pitta, che regola il metabolismo; Kapha, che regola l’integrità strutturale del corpo. Quando i tre Dosha sono in equilibrio si è in salute; quando invece si ha uno squilibrio si verifica la malattia. Secondo la medicina ayurvedica, inoltre, è possibile mantenere l’equilibrio del corpo modificando lo stile di vita: ciò significa seguire un’alimentazione specifica per la propria costituzione individuale, massaggiare il corpo con oli delicati, praticare Yoga ed effettuare esercizi specifici di rilassamento e respirazione.




Per questo motivo, spesso si pensa alla medicina ayurvedica come a una prescrizione di rimedi naturali e massaggi; in realtà si tratta di un vero e proprio approccio olistico alla malattia, che consente di considerare tutte le dimensioni dell’individuo. D’altra parte, tutti sappiamo come la nostra salute mentale possa influenzare quella fisica, e viceversa; il fatto che lo stress porti a modifiche nel nostro organismo, come l’abbassamento delle difese immunitarie, è un fatto scientificamente accertato.

Quando la malattia si verifica, nonostante il proprio stile di vita, essa viene trattata mediante l’assunzione di preparati di erbe: si tratta di miscele accuratamente preparate e dosate, seguendo le indicazione dei testi Ayurvedici e sfruttando il loro effetto sinergico in modo da ottenerne il massimo beneficio, con lo scopo di ripristinare l’equilibrio tra i tre Dosha. Gli effetti benefici di moltissime erbe utilizzate nella medicina ayurvedica sono stati confermati da studi scientifici: piante come l’aloe vera, il fieno greco, lo zenzero, la curcuma e la cannella hanno effettivamente delle proprietà medicinali che le rendono utili nel trattamento di diverse malattie, pur non potendosi sostituire completamente alla medicina tradizionale. Particolarmente comune nella medicina ayurvedica è anche l’uso di piante adattogene: si tratta di piante la cui funzione è quella di aiutare l’organismo a combattere lo stress, e che dunque si rivelano particolarmente adatte per combattere la stanchezza e la spossatezza.

Fatte queste premesse, dunque, appare evidente come l’Ayurveda possa aiutare in modo significativo nello risolvere le situazioni di stanchezza fisica e mentale: l’individuo, visto nella sua interezza, viene accompagnato in un percorso di guarigione del corpo e della mente, che gli permetterà di ristabilire l’equilibrio e di riguadagnare la salute. E’ dunque una vera e propria filosofia, di un cambiamento nello stile di vita che potrà andare solo a nostro beneficio.

 

Due modi per rafforzare corpo e mente

Uno dei precetti della medicina ayurvedica che maggiormente è entrato nel mondo occidentale è lo Yoga: questa disciplina olistica finalizzata alla meditazione o al rilassamento nasce con lo scopo di “imbrigliare” i propri pensieri e il proprio vissuto in modo da indirizzarli verso le attività di tipo spirituale. Anche se oggi viene vista quasi esclusivamente come una pratica sportiva, lo Yoga ha radici millenarie e può essere un valido alleato per curare la salute del corpo e della mente: già dalle prime lezioni si possono infatti avere effetti benefici non solo sulla postura e sulla respirazione, ma anche sulla funzionalità cerebrale.

Il Pilates, invece, è una disciplina sportiva ideata all’inizio del ‘900, che pur rimanendo pienamente occidentale trae ispirazione anche dallo Yoga. Si tratta di una disciplina che si concentra principalmente sull’allenamento dei muscoli posturali, permettendo di migliorare la respirazione e l’allineamento della colonna vertebrale, e in cui si prevede che sia la mente a controllare i muscoli. Si tratta dunque di un buon compromesso per chi cerca una pratica sportiva che coinvolga la mente e che aiuti a rilassarsi e concentrarsi, mantenendo però tutte le caratteristiche di una disciplina sportiva occidentale.

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