Mi sto esaurendo e mi sento a pezzi: come riconoscere il proprio stato psicofisico

 
 

Ormai viviamo nell’epoca della velocità, in un mondo in cui ogni giorno bisogna competere con tutti, sia a lavoro che nella vita privata. Per avere successo bisogna stare sempre al passo coi tempi, rispettare le scadenze, dimostrarsi migliori dei nostri competitors, dare il massimo risultato nel tempo più breve possibile.

Questo ritmo di vita è spesso troppo intenso e può apportare una condizione di forte stress. Se non si agisce in fretta, questo stato può peggiorare ulteriormente, arrivando ad un esaurimento.

I disturbi più comuni di questo peggioramento consistono nel sentirsi angosciati, pessimisti, facilmente irritabili. A livello fisico, ci si affatica subito e si hanno spesso mal di testa, calo dell’appetito, problemi gastrici e dolori muscolari.

Le cause di questo stato sono essenzialmente legate a fattori di stress, come una carriera universitaria pesante, un lavoro troppo intenso, un divorzio, un lutto. Tuttavia, non è facile comprendere a fondo quale sia il proprio stato psicofisico preciso, ma si tratta di una questione fondamentale per capire come rispondere.

Vediamo i tre diversi stati psicofisici che un periodo di forti tensioni può indurre.

 
 
1. Esaurimento emotivo

L’esaurimento emotivo è uno stato psicofisico generalmente indotto da uno sforzo intenso e prolungato nel tempo, che può essere dovuto al lavoro o allo studio, oppure ad una forte tensione emotiva. Spesso l’esaurimento sopraggiunge se tutti questi sforzi non vengono riconosciuti e apprezzati.

I sintomi più comuni consistono in una grande stanchezza sia mentale che fisica, insonnia, irritabilità, difficoltà nella concentrazione e perdita di entusiasmo per la vita. A lungo andare, potrebbe sfociare in un vero collasso e sfinimento emotivo, dal quale è difficile uscire.

Per combattere questo esaurimento emotivo è bene innanzitutto prendersi una pausa, come qualche giorno di vacanza. Poi bisognerebbe ristrutturare le proprie giornate e la propria attitudine agli impegni. Una buona abitudine è quella di organizzare nel dettaglio ogni giornata, assicurandosi di riuscire a ritagliare un pò di tempo da dedicare a sè stessi, con attività che aiutino a scaricare le tensioni.

Inoltre, non ci si dovrebbe mai porre un obiettivo troppo grande, perchè sembra irrealizzabile. Piuttosto, è bene “spezzarlo” in tanti piccoli step da completare più facilmente, tenendo sempre presente che la perfezione non può mai essere raggiunta.
Infine, un consulto da uno specialista può essere un valido aiuto in queste situazioni.

 
 
2. Esaurimento nervoso

Anche l’esaurimento nervoso è spesso causato da uno sforzo ripetuto nel tempo, ma anche da una situazione improvvisa – magari un lutto o un trasloco – che la mente classifica come traumatica o catastrofica. In questo caso il disagio psicologico è molto marcato, in quanto l’esaurimento si manifesta come depressione, prospettive future negative, pensieri suicidi, pianto, insonnia.

Può capitare anche alle persone più forti e più stabili ed è una situazione delicata che è difficile da chiarire per chi la vive. Un progressivo miglioramento si può avere trovando del tempo per sè stessi, occupandosi di attività piacevoli, ma un consulto da uno psicoterapeuta potrebbe essere davvero di aiuto, per vedere le cose da una prospettiva più realistica. A lungo andare, infatti, un esaurimento nervoso può aggravarsi o ripetersi nel tempo, diventando logorante.

 
 
3. Crollo psicologico

Il crollo psicologico è dovuto allo stress del lavoro, all’ansia da prestazione e alla paura di non farcela. Chi ne è vittima perde fiducia in sè stesso, si sente immotivato perchè crede di non essere all’altezza dei suoi compiti o delle aspettative altrui.

Altri sintomi sono perdita di appetito, nervosismo, incapacità di controllare le emozioni. Oltre ad un percorso da uno psicoterapeuta, è importante aprirsi con gli altri. In questo modo infatti ci si rende conto di come le proprie paure siano le stesse degli altri e che i propri pensieri negativi sono solo pensieri, non ci definiscono.

 
 

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