Alleviare lo stress grazie alle metodologie di rilassamento

Alleviare lo stress grazie alle metodologie di rilassamento
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La vita frenetica del giorno d’oggi, la filosofia della produttività a tutti i costi, i tempi stretti e serrati, scanditi da impegni e da scadenze inderogabili, hanno portato, nella società moderna, al riconoscimento di una nuova patologia psicofisica: lo stress. Lo stress non è solo una condizione mentale o una giornata in cui ci si sente particolarmente sotto pressione ma, se non individuato e curato, può somatizzare in una vera e propria malattia, con un corollario di sintomi cronici e fastidiosi. Alcune manifestazioni dello stress sono: eczemi della pelle, alopecia, mal di testa cronico, pressione alta e colesterolo, problemi gastrointestinali, dolori muscolari e, nei casi più gravi, l’evoluzione verso patologie come l’ansia, la depressione e gli attacchi di panico. Lo stress si può curare seguendo alcune metodologie di rilassamento.

 

Il rilassamento muscolare progressivo

Lo psicofisiologo statunitense Edmun Jacobson, già intorno al 1940, aveva intuito come lo stress potesse ridurre, anche notevolmente, le prestazioni atletiche a livello agonistico. Se, da un lato, un leggero stato d’ansia, la voglia di ottenere risultati, di fare bene e di vincere è considerato un fattore positivo, che stimola la sana competitività, dall’altro questo sentimento può sfuggire di mano, mettendo l’atleta in una condizione di paura di non farcela e di paralisi mentale. Secondo Jacobson, per superare questa fase, ritrovare fiducia in se stessi ed affrontare le sfide, sportive o della vita, in maniera rilassata ed efficiente, bisogna agire fisicamente, a livello delle fasce muscolari. Il metodo di rilassamento muscolare progressivo si compone in due fasi: quella teorica e quella pratica. Nella prima parte l’atleta, o la persona, che soffre di stress viene aiutata a riconoscere la sensazione ed a correlarla con la tensione muscolare, soffermandosi di volta in volta sui singoli e circoscritti distretti muscolari. Dopodiché, si passa alla fase attiva, in cui si impara, grazie ad un allenamento quotidiano e costante nel tempo, a rilassare ogni singolo gruppo muscolare, gradualmente. Il metodo Jacobson prevede di catalizzare l’attenzione su un solo gruppo muscolare alla volta, concentrandosi sulla sensazione di rilassamento. Man mano che si acquisisce esperienza e si impara ad isolare i muscoli ed a rilassarli a comando, si aggiungono altri gruppi muscolari e si ripete l’intero training progressivo ogni giorno, anche più volte, se necessario.

 

La mindfulness: un lavoro antistress sulla mente

La “mindfulness” è “la presa di coscienza“. È una tecnica di rilassamento che trova molti punti in comune con la meditazione buddista e si basa sulla ricerca della consapevolezza interiore. Per superare un ostacolo, la mindfulness suggerisce di concentrarsi sul “qui e ora” isolando il problema dalle domande, dalle complicazioni esterne, senza preoccuparsi di cercare di prevedere come andrà a finire, cosa succederà, quali variabili potrebbero intervenire a rovinare la soluzione che si è scelto di attuare. La filosofia della mindfulness mira a mettere la persona stressata in corretta relazione col suo disagio, senza negazioni o accettazioni passive. Secondo la mindfulness il disagio va realisticamente analizzato, cercando di scinderne la vera negatività dalla potenziale positività. Osservare il problema, con fredda e lucida consapevolezza, aiuta a trovarne le occasioni di crescita e miglioramento e, a livello mentale, tende a rimpicciolirlo. Il senso può essere esemplificato con un concetto molto semplice: se si guarda il proprio disagio da lontano, oltre a vederlo nella sua totalità, lo si vede anche di dimensioni minori. Il metodo antistress mindfulness nasce da una ricerca ed uno studio scientifici, effettuati dal Professore, e detentore della cattedra di Medicina dell’University of Massachussets, Jon Kabat-Zinn.

 

Qigong: l’attività fisica rilassante che riequilibra i chakra

Il Qigong è una tecnica di rilassamento molto fisica, che si basa sulle filosofie orientali e tiene in considerazione il discorso dei flussi energetici che, per scorrere, devono trovare i punti cardinali liberi e predisposti. Le zone del corpo di riferimento, per il corretto e fluido scorrimento dell’energia vitale e positiva, sono la testa, il torace e l’addome. Queste tre parti del corpo rappresentano il pensiero, il respiro ed il cuore. Secondo le basi del Qigong, per riuscire a superare stress e tensioni che portano problemi a livello psicofisico, bisogna ripristinare il corretto equilibrio tra questi tre elementi e riattivare le connessioni tra di essi. Il gergo esatto è “ritrovare il centro” che, fisicamente, significa sciogliere le tensioni a livello toracico-addominale, mentre in senso lato vuol dire focalizzare l’attenzione solo sulle cose davvero importanti, senza farsi gettare nel panico da tutte le piccolezze quotidiane che, se inserite in una dimensione cosmica, diventano davvero irrisorie. Il Qigong consiste nell’effettuare una serie di movimenti ed esercizi fisici, volti a sciogliere le tensioni muscolari. Il Qigong consiglia di eseguire i movimenti proposti camminando, meglio se all’aria aperta, perché il movimento aiuta a far fluire le energie, a disperdere lungo il cammino i pensieri negativi ed a riacquistare forza interiore.

 

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