Antiossidanti per combattere lo stress ossidativo e radicali liberi

Antiossidanti per combattere lo stress ossidativo e radicali liberi
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Si dice comunemente che siamo stanchi perchè siamo stressati. In effetti quando si è spensierati e allegri, le forze non mancano mai. In termini scientifici, in casi di malessere e indolenzimento, si potrebbe sostenere che siamo di fronte ad un aumento dello stress ossidativo.

Da qualche anno a questa parte si sente sempre più spesso parlare di antiossidanti; li troviamo nel cibo, nelle bevande, nelle creme per il viso e per il corpo. Ma cosa sono realmente? Per rispondere a questa domanda è necessario definire innanzitutto il concetto di stress ossidativo.

Il concetto di stress ossidativo è strettamente legato a quello di ossidazione: si tratta di una reazione chimica che consiste essenzialmente in una sottrazione di elettroni, causando così quello che viene definito un aumento del numero di ossidazione. Di per sé, l’ossidazione non è un processo positivo o negativo, ma neutro: ad esempio, un tipo di ossidazione è la combustione, grazie alla quale possiamo accendere stufe, camini e falò. Anche la ruggine che ritroviamo sui metalli esposti agli agenti atmosferici è il risultato di un fenomeno di ossidazione. Quello che questi due fenomeni hanno in comune è la presenza di un potentissimo agente ossidante, l’ossigeno. Quando a subire ossidazione sono gli alimenti, spesso le loro proprietà organolettiche ne risentono: l’olio irrancidisce, la frutta si annerisce e così via.

 

L’effetto dei radicali liberi sul nostro corpo

Anche il nostro corpo è costantemente sottoposto a ossidazione: la presenza nel nostro organismo di molecole come i radicali liberi e altre molecole che reagiscono con l’ossigeno, infatti, ci rende soggetti a dei processi di ossidazione, come ad esempio quelli che sono responsabili dell’invecchiamento cellulare. Lo stress ossidativo non causa soltanto l’inevitabile invecchiamento, ma è stato collegato anche a patologie come i tumori o alcune malattie degenerative. In generale, non è possibile evitare l’ossidazione all’interno nelle nostre cellule, perché tutte le reazioni aerobiche portano inevitabilmente alla formazione di radicali liberi. Ciò che invece si può controllare, nei limiti del possibile, è la presenza di fonti esterne di stress ossidativo. Ciò può essere fatto mantenendo un adeguato stile di vita – il fumo, ad esempio, causa un fortissimo stress ossidativo che ha un chiaro riscontro nell’invecchiamento della pelle dei fumatori e nel loro aumentato rischio di sviluppare tumori – oppure con l’assunzione di specifiche molecole dette antiossidanti, che possiamo ritrovare in alcuni alimenti.

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I radicali liberi fanno male?

Non si può dire, in assoluto, che i radicali liberi siano dannosi e che gli antiossidanti siano benefici. I radicali liberi hanno infatti delle funzioni specifiche all’interno del nostro organismo, ad esempio possono essere utilizzati nella difesa immunitaria contro i patogeni e possono condurre le cellule difettose all’apoptosi, la morte cellulare programmata che impedisce la propagazione del loro difetto all’interno dell’organismo. Per questo motivo, un eccesso di antiossidanti può essere dannoso tanto quanto un eccesso di radicali liberi, in quanto priverebbe il nostro organismo di un importante sistema di difesa.

Nel nostro corpo sono presenti degli enzimi antiossidanti, il cui ruolo è quello di bilanciare gli eventuali danni causati da un’eccessiva presenza di radicali liberi. Tali enzimi, però, hanno bisogno per funzionare della presenza di quattro minerali: selenio, manganese, rame e zinco. Pur non essendo propriamente antiossidanti, dunque, questi minerali hanno un’importante funzione nel proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Gli antiossidanti possono essere inoltre assunti con l’alimentazione: tra essi troviamo la vitamina C, la vitamina E, i carotenoidi e i polifenoli, che possono essere trovati ad esempio nel caffè, nel the verde, nei frutti rossi oppure nella soia.

Non tutte le molecole antiossidanti sono uguali: esse infatti differiscono per il modo in cui agiscono all’interno del nostro organismo, e spesso sono complementari. Alcune, ad esempio, neutralizzano i radicali liberi, mentre altre interrompono a vari livelli le reazioni di ossidazione. Gli antiossidanti differiscono anche per il luogo in cui agiscono: la vitamina E, ad esempio, essendo liposolubile è in grado di agire a livello delle membrane cellulari preservandole dallo stress ossidativo, mentre la vitamina C è idrosolubile e agisce a livello plasmatico e all’interno delle cellule.

Questa grande diversità fa sì che il modo migliore per assumere antiossidanti sia attraverso un’alimentazione varia e bilanciata, e non attraverso l’uso di integratori. Gli integratori, infatti, contengono tipicamente uno o due tipi di antiossidanti, e dunque non riescono a fornire un beneficio importante all’organismo.

 

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Le interessanti proprietà delle foglie di ulivo

Un interessante antiossidante, recentemente presentato in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Molecular Sciences, è l’oleuropeina: si tratta della molecola che rende amare le olive appena raccolte, e che in realtà è presente anche nelle foglie e nei rami dell’ulivo. L’oleuropeina è una molecola idrofila le cui proprietà sembrano essere molteplici, andando dall’azione antiossidante a quella antitumorale. Naturalmente, si tratta di una molecola ancora non sfruttata a livello farmaceutico: le foglie d’ulivo, infatti, non sono ancora largamente usate nell’industria chimica o cosmetica, rendendo questo campo ancora tutto da scoprire.

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