Orticaria da stress che genera stanchezza

Orticaria da stress che genera stanchezza
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L’orticaria è una patologia cutanea complessa e di difficile gestione a causa delle molteplici cause che possono scatenarla: per questo, la sua cura presuppone una dettagliata anamnesi e un trattamento mirato la cui formulazione dipende, di volta in volta, dalla natura del caso. Per questa complessità, i fattori all’origine non sono sempre facilmente individuabili e, nel 30% dei casi, accade anche di non riuscire ad effettuare una diagnosi precisa.

Sulla superficie cutanea, l’orticaria viene segnalata dalla presenza di ponfi di estensione variabile (dalle dimensioni di una moneta da un euro fino a 10-15 cm) che possono comparire in qualsiasi parte del corpo: le aree più frequentemente colpite sono le braccia, le gambe e il tronco ma, non di rado, anche il viso può esserne coinvolto.

Sul viso, la patologia può complicarsi ulteriormente per l’associazione a crisi di angioedema e sfociare nel gonfiore alle labbra, alle mucose e ai tessuti sottomucosi, estendendosi alla laringe e provocando gravi problemi respiratori.

L’orticaria “classica“, ovvero limitata alla sola manifestazione cutanea, viene spesso confusa con le dermatiti da contatto a causa di una sostanziale identità di sintomi (rossore e prurito): per questo, il soggetto tende generalmente a trascurarne la gravità ricorrendo solo tardivamente ad una diagnosi.

La diversa natura dell’orticaria incide sulle modalità in cui questa può manifestarsi e che possono variare nel giro di poche ore: i ponfi, infatti, possono cambiare colore, dimensioni o addirittura localizzazione, scomparendo improvvisamente dal sito originario e ricomparendo in un’altra zona del corpo. Anche la tempistica è un fattore imprevedibile: si va dalle forme acute ma di breve durata (orticaria acuta) alle manifestazioni che si protraggono per più di sei mesi (orticaria cronica) e la cui stabilizzazione può rappresentare un serio ostacolo alla regressione.

 

Cause

Tre sono generalmente le cause dell’orticaria: allergica, immunologica e fisica (come nel caso dell’orticaria “a caldo” scatenata dall’esposizione del corpo ad una temperatura eccessivamente elevata). L’orticaria, inoltre, può scaturire da alcuni stati carenziali (proteine, enzimi) o insorgere a seguito di tumori; frequenti sono anche le orticarie provocate dai trattamenti chemioterapici o dall’assunzione di alcuni farmaci, come gli anti-infiammatori e gli antibiotici.

Molte orticarie dipendono da particolari allergie alimentari: la loro risoluzione dipende quindi in gran parte dall’eliminazione dell’alimento nocivo dalla dieta. Nelle forme immunologiche, l’orticaria si inserisce nel quadro di una malattia autoimmune (artrite reumatoide, lupus) e viene scatenata dagli auto-anticorpi, ovvero da una reazione degli anticorpi contro la cute. In alcuni soggetti il cui organismo sia dotato di una quantità notevole di proteine, in presenza di una temperatura ambientale molto bassa può verificarsi l’orticaria da crioglobuline (o “da freddo”).



Quando si siano escluse tutte le altre diagnosi, resta quella tipologia di orticaria che non è possibile diagnosticare e che spesso si spiega con uno stress, un trauma o qualsiasi altro evento curabile solo con la terapia psicologica. Molteplici cause richiedono trattamenti differenti e mirati; tuttavia, alcune indicazioni restano comuni in tutte le tipologie di orticaria. E’ il caso, ad esempio, dell’alimentazione, che va curata attentamente eliminando tutti i cibi potenzialmente responsabili di reazioni allergiche (pesce, legumi, cacao, frutta). Allo stesso modo andranno modificate alcuni abitudini di vita che potrebbero favorire l’insorgenza della patologia, evitando l’esposizione ai raggi ultravioletti, i climi troppo freddi, gli stress eccessivi, una quantità insufficiente di ore di sonno.

Per alleviare i sintomi dell’orticaria allergica possono essere utili i normali antistaminici o alcuni farmaci per la cura di ulcere e gastriti; contro gli autoanticorpi, l’assunzione di cortisone può essere di valido aiuto.

La terapia psicologica (psicofarmaci e psicoterapia) è altamente consigliata nella maggior parte dei casi di orticaria a motivo della sua doppia valenza: può, infatti, offrire un supporto per superare l’insicurezza dovuta al disagio sociale e alla perdita di autostima e, allo stesso tempo, aiutare ad affrontare le cause emotive (ansia, depressione, stress) che potrebbero aver favorito l’insorgenza del problema. Una volta individuata la causa scatenante e, di conseguenza, la terapia farmacologica più adatta, è importante protrarre il trattamento per i due o tre mesi successivi all’ultimo episodio per evitare le eventuali recidive.

L’essenziale, in tutti i casi, è affrontare l’evento con calma e lucidità, forti della consapevolezza che, anche se talvolta in modo non semplice o immediato, l’orticaria resta comunque una patologia gestibile e curabile.

 

Orticaria e fitoterapia

Si può curare l’orticaria con un metodo naturale, servendosi della medicina complementare? E’ risaputo che curarsi con le piante è possibile, un metodo che risale dall’antichità e ancora oggi visto in maniera positiva anche da farmacisti e medici. I prodotti fitoterapici vengono soprattutto utilizzati a complemento dei farmaci, molto spesso nei casi in cui la componente emotiva ricade su quella fisica. L’orticaria da stress rientra in questa casistica.

Occorre quindi valutare di assumere un determinato integratore che possa contrastare attraverso i suoi principi attivi sia i fastidiosi sintomi sia la causa che scatena l’orticaria e la diffusione in una parte del corpo dei ponfi.

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